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Sezione attualmente chiusa
La conquista di Brescia operata
dalla Repubblica di Venezia pose fine, nel 1426, alla seconda fase della
signoria viscontea e si protrasse di fatto fino al 1797 quando, mentre
l'esercito rivoluzionario francese occupava gli stati italiani, la città
di Brescia si ribellò al governo veneziano.
Straordinaria fu la fioritura artistica che investì la città
nel periodo rinascimentale e che vide l'opera di valenti pittori quali
Ferramola, Romanino e Moretto, rappresentati nella
Pinacoteca Tosio Martinego, segnare anche la storia artistica del
monastero in San Salvatore, Santa Maria in Solario e nel Coro delle
Monache. In questa sezione la fioritura è testimoniata, parallelamente
all'illustrazione dell'evoluzione della forma urbana, attraverso varie
opere di scultura monumentale e diversi raffinati oggetti provenienti
da dimore gentilizie che documentano la vita privata dell'aristocrazia
bresciana.
Al fianco di alcuni pregevoli monumenti sepolcrali, ove si distinguono
quelli del medico Bartolomeo Lamberti e del vescovo
Domencio Bollani realizzato da Alessando Vittoria, un gruppo di
rilievi marmorei illustra i diversi modi in cui la devozione civica
ha rappresentato i santi
patroni Faustino e Giovita. Più tardi l'orgoglio municipale
prenderà anche corpo nella scultura dalle forme tardobarocche
della Brescia
armata di Antonio Calegari.
Tra gli oggetti d'arredo delle dimore aristocratiche cittadine spiccano
un pregevole cofanetto
in osso e una serie di piatti
piatti
in maiolica appartenenti a un servizio contrassegnato dallo stemma
della famiglia bresciana Calini. Ad epoca posteriore (prima metà
del XVIII secolo) risale invece il cassettone
con ribalta di manifattura locale.
La sezione è attualmente in corso di parziale riordino.
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