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La chiesa di San Salvatore rappresenta una delle
testimonianze più importanti dell'architettura religiosa altomedievale,
ben riconoscibile nonostante le aggiunte dei secoli successivi.
All'interno della chiesa sono esposti vari manufatti, in marmo e terracotta,
di alta qualità esecutiva, riferibili ad antichi arredi liturgici
tra i quali spicca la celeberrima lastra
con pavone.
L'ampio interno ricalca l'assetto delle basiliche bizantino-ravennati:
diviso in tre navate da colonne e archi, è illuminato da una
doppia serie di finestre. Gli interventi di restauro del 1960 circa
hanno messo in luce non solo le murature originarie attribuibili all'epoca
di fondazione del monastero (753 d.C.), ma anche, sotto la basilica,
una domus e le fondazioni di una chiesa più antica (metà
sec. VII).
Il ricco apparato decorativo è in parte conservato. Il recupero
di elementi classici e bizantini è testimoniato dalle colonne
romane di marmi variegati e dalle due con capitelli a paniere; altre
colonne risultano di fabbricazione longobarda. Ricca era la decorazione
con stucchi e affreschi. I primi sussistono ancora in particolare in
due sottarchi e due ghiere della navata sud. Sulle pareti della navata
centrale le raffigurazioni dipinte erano disposte su tre registi, con
episodi della vita di Cristo e delle martiri cristiane le cui reliquie
erano deposte nella cripta. Alla base delle raffigurazioni correvano
iscrizioni dipinte in parte ancor oggi leggibili.
Nel corso dei secoli vari interventi modificarono la struttura dell'edificio.
Venne aggiunto il campanile (sec. XIV) e furono aperte in momenti successivi
le tre cappelle a nord. Alla base del campanile Gerolamo Romanino affrescò
le Storie della vita di Sant'Obizio (1524-1530); si devono alla
mano di Paolo da Caylina il Giovane e alla sua bottega (1527-1530 circa)
i dipinti della controfacciata e della prima cappella con, sulle pareti,
la Vita della Vergine e di Cristo e, sulla volta, gli Angeli
musicanti. Nella cappella centrale sono visibili le Storie di
San Giovanni Battista, affreschi di un maestro milanese della seconda
metà del sec. XIV.
Dalle navatelle laterali si accede, attraverso due scale, alla cripta,
costruita probabilmente fra il 762 e il 763 per accogliere le reliquie
di Santa Giulia e di altri martiri.
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Ingrandimento
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