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La storia del monastero ha origini antiche. Edificato
in età longobarda su preesistenti domus romane, il monastero
venne in seguito ampliato e modificato più volte, fino ad assumere
l'aspetto attuale caratterizzato da più edifici ecclesiastici,
chiostri e cortili.
Fondato nel 753 per volontà di Desiderio e Assa, all'epoca duchi
legati alla terra bresciana e poi ultimi sovrani longobardi, il monastero
venne inizialmente dedicato a San Salvatore ma ben presto assunse anche
la dedica a Santa Giulia, martire di origine cartaginese le cui spoglie
vennero qui traslate nel 763.
Diverse materiali provenienti dall'area monastica contribuiscono a restituire
un'immagine del ricco arredo degli antichi ambienti: tra di essi il
pluteo
con grande croce dalla ricca decorazione a fasce e gemme dell'ottavo
secolo, l'altorilievo con la Madonna
col Bambino, eccezionale testimonianza figurativa dell'età
carolingia datata alla prima metà del IX secolo, e una serie
di capitelli
lavorati a motivi vegetali e figurati di scuola antelamica (XII secolo).
L'intesa attività di scavo che ha interessato il complesso in
più periodi ha inoltre portato alla luce sia grandi quantità
di vasellame, sia testimonianze del fenomeno del reimpiego di materiali
antichi ricorrente nelle diverse fasi costruttive del monastero: tra
le numerose lastre di sarcofagi romani riutilizzati come materiali da
costruzione spicca la grande lastra, quasi integra, rappresentante la
Battaglia
delle Amazzoni.
La rivisitazione della storia del monastero può essere continuata
ripercorrendo i luoghi principali del suo progressivo sviluppo: la chiesa
di San
Salvatore (dall'ottavo secolo) e quella di Santa
Maria in Solario (dalla metà del XII secolo), il corpo di
fabbrica dedicato al Coro
delle Monache (della seconda metà del Quattrocento), fino
alla tardo cinquecentesca chiesa
di Santa Giulia.
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