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La chiesa dedicata a Santa Giulia è l'ultima
costruzione che si aggiunse in ordine di tempo (1593-99) a chiudere
verso ovest la sequenza degli edivici allineati su un asse est-ovest
in questa parte del monastero. Essi assolvevano una funzione religiosa
sia pubblica sia claustrale.
Realizzata su disegno di Giulio Todeschini, l'ampia navata coperta da
volta a botte presenta lungo le pareti ampie nicchie (che prima della
soppressione del monastero ospitanvano gli altari laterali) e termina
con un piano leggermente soprelevato riservato all'altare maggiore.
La chiesa venne costruita a ridosso del livello
superiore del Coro delle Monache che, pur rimanendo uno spazio riservato,
ne costituiva la conclusione.
Sono visibili alcuni frammenti degli affreschi che decoravano sia le
pareti sia la volta, ma tutti gli arredi e gli apparati decorativi vennero
rimossi all'epoca della soppressione napoleonica.
L'ex chiesa è ora adibita a sala per incontri culturali.
Sulla controfacciata, in corrispondenza dell'ingresso, è esposto
il portale del duomo di Chiari, scolpito da Gasparo Coirano nel 1513,
asportato dal sito originario nel 1846 e
rimontato, nel 1882, nell'ex chiesa di Santa Giulia che allora ospitava
il Museo dell'età cristiana.
La facciata, in pietra di Botticino, presenta
un doppio ordine di paraste con capitelli corinzi e un ricco fregio
ornamentale che divide i due ordini.
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