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Il titolo della sezione si riferisce al periodo
della storia di Brescia compreso fra l'XI secolo e il primo quarto del
XV, caratterizzato appunto dalla formazione del Comune autonomo e dal
succedersi, a partire dalla metà del Trecento, di signorie esterne
(gli Scaligeri di Verona, i milanesi Visconti e Pandolfo Malatesta di
Fano), oltre che dalla breve signoria locale del vescovo Berardo Maggi
(1298-1308).
Diverse testimonianze aiutano a comprendere l'organizzazione sociale
e politica della città nel basso medioevo anche facendo riferimento
ai luoghi del potere economico, politico e ecclesiastico.
Vari materiali sono riferibili al palazzo comunale del Broletto, costruito
a partire dalla prima metà del Duecento: due teste
e di lupo (protomi), rari esemplari della scultura bronzea del XII
secolo, pur precedenti alla costruzione del palazzo furono riutilizzate
come elementi decorativi nella facciata meridionale; tradizionalmente
assegnate al Broletto, sebbene di provenienza incerta, sono alcune sculture
con figure maschili, forse telamoni,
di notevole interesse e che, per le notazioni di costume, si collocano
tra alla fine del XIII secolo e l'inizio del XIV. Alla stessa area di
provenienza è stato ricondotto in passato anche il capitello
figurato della metà del XII secolo, realizzato in pietra
di Rezzato.
Del memorabile evento della costruzione della cinta muraria cittadina
degli anni 1237-1254 resta ricordo in due lastre di pietra. In una di
esse il Santo Patrono Faustino è ritratto in veste di cavaliere
per indicarne la forza, come protettore della città, e la nobiltà.
Dai vari centri della vita e della cultura religiosa provengono numerosi
altri materiali quali capitelli e lacerti di affreschi; in particolare
dal convento agostiniano di San Barnaba proviene la statua acefala del
vescovo Berardo Maggi, in origine parte di una fontana collocata in
un chiostro del convento.
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