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Tra le opere esposte, oltre ad affreschi e tavole
dei secoli XIV e XV, spicca, per la novità del Rinascimento padano,
la cosiddetta Pala della mercanzia di Vincenzo Foppa mentre la
felice stagione del Cinquecento bresciano trova espressione nelle opere
di Romanino (San Girolamo penitente), Moretto (Pala Rovelli)
e Savoldo (Natività).
A testimoniare delle scelte e del gusto dei collezionisti donatori stanno
vari dipinti di pittori italiani, da Francia a Lotto, da Moroni a Campi
e altri, tra i quali si distinguono le due opere di Raffaello (Angelo
e Cristo benedicente), insieme a quelli di maestri stranieri
come Pieter Van der Sloot, Matteo Van Plattemberg, François Clouet
e Nicolas Tournier.
Le tele di Antonio Cifrondi, Giacomo Ceruti (La lavandaia) e
altri documentano eloquentemente la nascita in ambiente bresciano dei
generi pittorici nei secoli XVII e XVIII.
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| Vincenzo Foppa, Pala
della mercanzia |
Raffaello Sanzio,
Angelo |
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| Moretto, Pala Rovelli |
Girolamo Romanino,
San Girolamo in penitenza |
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| Giovanni
Girolamo Savoldo, Natività |
Giacomo Ceruti detto
Pitocchetto, La lavandaia |
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