Lipsanoteca
seconda metà del IV secolo
avorio, 22 x 32 x 25 cm
dal monastero

La preziosa cassetta in avorio era probabilmente destinata a contenere reliquie così come indica la sua denominazione tradizionale di derivazione greca: léipsanon (reliquia) e théke (contenitore).
Il coperchio e i lati presentano scene intagliate a bassorilievo, organizzate secondo un'ampia e articolata sequenza narrativa ispirata a episodi e personaggi biblici. Elementi angolari con simboli cristiani racchiudono, sui quattro lati, scene a rilievo distribuite su tre livelli: nelle fasce superiori sono riconoscibili episodi tratti dall'Antico Testamento, qual è ad esempio la storia di Giona; nel registro mediano, di maggior altezza, sono raffigurati gli episodi della vita di Cristo e degli apostoli. Si ritiene che il programma iconografico, non sempre chiaramente interpretabile, alluda ai temi della salvezza e dell'immortalità dell'anima.
L'esecuzione dell'opera è attribuita a una bottega milanese attiva nella seconda metà del IV secolo, durante l'episcopato di sant'Ambrogio sostenitore dell'ortodossia contro l'eresia ariana.

 
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