Croce nota come Croce di Desiderio
fine dell'VIII secolo
legno, lamina metallica, pietre dure e paste vitree, 127,5 x 99 cm
dal monastero

Caratterizzata dalle notevoli dimensioni e dalla ricca ornamentazione, la croce è databile alla prima età carolingia benché la tradizione la intitoli all'ultimo re dei Longobardi. Probabilmente d'uso processionale, sottoposta più volte nel tempo a interventi di adattamento o di restauro, è formata da una struttura in legno rivestita di lamine metalliche sulle quali sono incastonate 212 "gemme": pietre dure, cammei, pietre incise e paste vitree.
Questi ornamenti, che coprono le due facce secondo uno schema decorativo assai fitto ma rispondente a un criterio di simmetria, risalgono all'epoca romana, all'età longobarda e a quella carolingia; altri vennero integrati in tempi successivi.
Sul recto del braccio inferiore un vetro aureografico (costituito da due dischi, di cui quello posteriore colorato, tra i quali è inserita una lamina d'oro con una decorazione incisa e ritagliata, che il colore del vetro posteriore mette in risalto) risalente al III secolo d. C., eseguito con tecnica raffinata, rappresenta una madre con due figli e reca un'iscrizione in caratteri greci.
All'incrocio dei bracci si trova, su ogni faccia, un disco che sul recto fa da sfondo alla figura di Cristo in trono (IX o X secolo) e sul verso a un Crocifisso (XVI secolo). Sul recto sono inoltre applicate quattro miniature: le due del secolo X rappresentano gli evangelisti Marco e Luca, le altre due, databili tra 1470 e 1480, il Cristo e la Vergine.

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Croce di Desiderio