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Larea archeologica del Capitolium è
attualmente chiusa al pubblico per consentire lo svolgimento di indagini
archeologiche e di restauri intesi a riqualificarne la struttura ed
a recuperare pienamente il valore monumentale di tutta l'area.
Infatti il tempio, eretto nel 73 d.C. per volere dell'imperatore Vespasiano
e fulcro monumentale e religioso della città romana, sorse accanto
ad altri edifici pubblici, come il foro con la basilica e il teatro,
secondo un impianto scenografico di grande effetto.
Le scoperte archeologiche, iniziate nel 1822, hanno restituito i celebri
grandi bronzi (la Vittoria alata, i ritratti imperiali e quello della
dama flavia, il prigioniero, etc.) e sono state coronate dall'inaugurazione
del Museo Patrio (1830).
A seguito dell'apertura del Museo
della città, la maggior parte delle collezioni archeologiche
sono oggi esposte nel complesso di San Salvatore-Santa Giulia. Fra le
testimonianze significative quelle di età romana sono numericamente
le più consistenti e tra esse, oltre al ricco lapidario, si ricordano
le sculture, i mosaici, i corredi delle necropoli e la serie dei bronzetti.
Indagini archeologiche condotte nellarea a partire appunto dallinizio
dellOttocento hanno portato progressivamente in luce una sequenza
di edifici tra le più interessanti dellItalia settentrionale,
a partire dallEtà del ferro, con antichi edifici di culto,
un santuario di età tardorepubblicana, sino allabbandono
del Capitolium e allutilizzo dellarea da parte dei
Longobardi, con abitazioni, sepolture e attività produttive.
I lavori attualmente in corso, condotti con la Soprintendenza ai Beni
Archeologici della Lombardia, prevedono il completamento delle indagini
archeologiche, il restauro degli alzati e la predisposizione di nuovi
percorsi di visita.
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